La situazione BlackBerry tra le parole del CEO John Chen e quelle del Business Sales Director Ghidini

La Code Conference tenutasi in California alcuni giorni fa è stata occasione per il CEO BlackBerryJohn Chen, di rilasciare qualche intervista ai microfoni dei giornalisti, occasione anche per noi quindi di reperire particolari indiscrezioni/informazioni sull’attuale “stato di salute” in cui versa dell’azienda canadese. Le dichiarazioni rilasciate spaziano dai nuovi dispositivi ai nuovi mercati emergenti, dagli sviluppatori al ritorno alle origini con i servizi enteprise.

Ancora una volta ha ribadito che BlackBerry, pur avendo dei problemi e che alcuni reparti della società erano messi peggio di quello che mi aspettavo, una volta prese le redini dell’azienda alla fine dell’anno scorso. lo stesso ha confermato alla stampa come:

Sono abbastanza fiducioso che saremo in grado di salvare il paziente, non è affatto un’azienda finita. Stiamo tornando alle nostre radici aziendali non ho voglia di commentare le decisioni gestionali del passato. Vogliamo preservare il valore aggiunto di BlackBerry in quanto a sicurezza e produttività.

Alla domanda se mai un giorno BlackBerry ha intenzione di realizzare dei device Android ha risposto:

Non posso esprimere giudizi in questo momento. Sono sicuro di creare un valore per i nostri azionisti anche senza l’attività portatile ma posso creare un valore ancora più grande proprio grazie a quest’ultima.

Alla CNBC il CEO BlackBerryJohn Chen, invece parla del lancio sul mercato indonesiano del BlackBerry Z3:

Lo #Z3 è solo una piccola parte del nostro piano globale, quindi non dovremmo giudicarlo da questo evento. Si sta operando abbastanza bene. Abbiamo un piano per portare lo #Z3 in altri paesi in un tempo breve.

Oltre oceano invece il Business Sales Director di BlackBerry in Italia, Diego Ghidini, rilascia un’intervista per ICT4Executive che vi riproponiamo integralmente:

Tanti l’hanno dimenticato, ma quest’azienda nasce proponendo soluzioni, non come produttore di smartphone. Vogliamo tornare alle origini, sganciarci dal dispositivo e focalizzarci sull’offerta di soluzioni e servizi per le aziende, non solo quelle grandi.

BlackBerry ha spostato il focus dai terminali alle soluzioni di Enterprise Mobility Management. Quali passi concreti hanno segnato questa svolta?

Oggi purtroppo la maggior parte delle persone associa BlackBerry al terminale, ma se in passato siamo riusciti a rivoluzionare il mercato della mail in mobilità attraverso un dispositivo è per il software e l’infrastruttura che c’è dietro: pochi lo sanno, ma in realtà è il nostro asset più importante. Gestiamo la più grande VPN al mondo, un’infrastruttura che mai nessuno ha replicato, utilizzata da milioni di clienti: ecco perché siamo ancora imbattuti sul fronte della sicurezza. La rifocalizzazione che l’azienda ha realizzato in questo ultimo periodo si basa su questo asset e guarda al mercato delle aziende, mentre negli anni passati l’attenzione era più concentrata sulla parte consumer, ovvero sui terminali non gestiti. Lo abbiamo dimostrato con i fatti e con il lancio dei nuovi prodotti. Pensiamo a eBBM, la versione business della nostra la piattaforma di instant messaging, che è diffusa in tutto il mondo. Oggi, infatti, anche nelle aziende più disciplinate dal punto di vista della sicurezza e dei sistemi informativi buona parte della comunicazione passa dalle chat. Ma soprattutto lo dimostra la nuova versione del BlackBerry Enterprise Server (BES), la piattaforma di Enterprise Mobility Management: fino all’inizio dell’anno scorso la soluzione supportava solo BlackBerry, mentre oggi può gestire tutti i terminali, con le stesse caratteristiche di sicurezza: è un cambiamento epocale.

Negli ultimi anni il mercato del Mobile Management è cresciuto rapidamente. Quali sono i punti di forza della soluzione BlackBerry Enterprise Server rispetto alle piattaforme concorrenti?

È un sistema molto sicuro, rodato e consolidato perché nato da 14 anni di esperienza, facile da gestire e immediato nel deployment. Va detto che quello dell’MDM è un mercato che BlackBerry ha contribuito a creare: se avessimo gestito sin dall’inizio anche i terminali di altri vendor non avremmo lasciato questo spazio, dove si sono inserite molte start up. I sistemi iOS e Android nascono per il mondo consumer, non sono predisposti alla gestione come i BlackBerry. Così, quando le aziende hanno permesso ai dipendenti di portare i terminali da casa, il Bring You Own Device, si sono trovate nella necessità di affiancare una seconda piattaforma di gestione in parallelo al BES. Abbiamo creato un’opportunità: se non fosse stato così molte aziende oggi non esisterebbero. Ma la cosa positiva è che i nostri clienti hanno potuto sperimentare le differenze. Il sistema BES si è aperto ma è anche molto evoluto rispetto al passato. Fino a qualche tempo fa il software gestiva solo i terminali, con funzioni semplici come la cancellazione dei dati da remoto, il reset della password. Poi il proliferare delle app sugli smartphone ha creato nuove necessità e la gestione si è estesa al mondo applicativo: è possibile ad esempio impostare policy per stabilire quali utenti possono utilizzare determinate applicazioni, o che tipo di accesso dati è possibile dare al dipendente. Da un punto di vista di pianificazione e controllo, la situazione è più complessa. Le policy per gestire la parte hardware in genere non cambiano spesso. Il tema delle applicazioni invece è fluido, perché, ad esempio, se ne sviluppano di nuove, o cambiano i nuovi gruppi di lavoro che le usano. Il Mobile Application Management è un’attività complessa, consuma tempo, che si traduce in costi. Un recente report di Strategy Analytics (“Enterprise Mobility Management: A review of Total Cost of Ownership”) ha rilevato come il BES10 sia la soluzione più vantaggiosa nell’Enterprise Mobility Management sulla base di un TCO di cinque anni. Il rapporto sottolinea come la natura “all inclusive” dell’offerta BlackBerry fornisca un vantaggio di costo tangibile.

Avete un parco installato del BES molto ampio. Ci sono offerte particolari per incentivare queste aziende a provare la nuova versione?

Abbiamo accompagnato il lancio del BES 10 con un’offerta commerciale interessante, per favorire la migrazione: la possibilità di fare un upgrade delle licenze acquistate a suo tempo a costo zero per portarle sulla nuova piattaforma. E questo vale anche per le licenze delle piattaforme concorrenti, per dare la possibilità di toccare con mano la versatilità della nostra soluzione. Va detto che uno dei mercati più interessanti per noi è quello che definiamo “regulated”, ovvero le organizzazioni che hanno esigenze stringenti di privacy e dove la sicurezza è fondamentale: sono enti governativi e forze armate, ma naturalmente non possiamo fare nomi. La sicurezza, insieme al costo, è una delle priorità più importanti quando si sceglie un partner multi-piattaforma per il Mobility management.

Torniamo sul punto della sicurezza e sul ruolo dell’infrastruttura globale di BlackBerry…

L’affare Snowden dimostra quanto sia delicato questo aspetto. La nostra infrastruttura globale è interessante per chiunque debba proteggere dati sensibili o protetti da privacy. Non a caso, abbiamo fatto un investimento strategico in una società che si occupa di IT in ambito medicale, NantHealth. Oggi prendono piede modelli di assistenza dei pazienti a casa o attraverso connessioni fra ospedali, per abbattere i costi. Vengono trasmessi dati sensibili e la nostra infrastruttura mondiale viene in aiuto. Un altro esempio sono le case automobilistiche: le auto di fascia alta sono equipaggiate con una SIM che riceve da remoto aggiornamenti del firmware della centralina elettronica o del sistema di infotainment. Anche qui si tratta di dati sensibili.

Abbandonerete il mercato degli smartphone?

No, non abbiamo dimenticato i terminali, e siamo sempre interpellati quando un direttore dei Sistemi Informativi decide di rinnovare il parco terminali perché siamo l’unico produttore che riesce a garantire una soluzione end to end, che parte dal device e arriva al sistema di gestione. Diversamente, l’azienda ha a che fare con diversi partner: chi produce il telefono, chi il sistema operativo mobile, chi MDM, chi fornisce il supporto e servizi.

Dopo queste dichiarazioni cosa dire delle previsioni di mercato che vedono scendere le quote delle future vendite globali di smartphone BlackBerry dallo 0.8% del 2014 allo 0.3% previsto nel 2018? La fonte è la società di ricerche IDC che ha pubblicato una nuova previsione su BlackBerry ed il suo futuro. Le vendite di smartphone BlackBerry sono previste in calo del 50% durante l’anno corrente e si fermeranno a circa 9,7 milioni di smartphone.

L’unico approccio praticabile della società canadese è probabilmente quello di nicchia basato sul patrimonio della sicurezza dei dati trasmessi? Solo il tempo ce lo dirà e voi ora cosa ne pensate?

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