Intervista al CEO BlackBerry dal Waterloo Innovation Summit

Dal 16 al 18 Settembre a Waterloo, in Canada, si è tenuto il Waterloo Innovation Summit; simposio a cui ha partecipato anche il CEO BlackBerry, John Chen. E’ stata quindi questa un’occasione per porre delle domande al CEO ed analizzare successivamente quanto risposto. Al centro dell’attenzione altre nuove idee per monetizzare gli oltre 44.000 brevetti posseduti dal brand canadese e la conferma che la società di Waterloo non smetterà di produrre smartphone.

Intervista al CEO BlackBerry dal Waterloo Innovation Summit

Ma andiamo con ordine; durante il simposio il CEO BlackBerry, John Chen, ha affermato che il brand canadese attualmente possiede circa 44.000 brevetti, tra i più giovani dell’intera industria tecnologica e che la loro monetizzazione rientra nella strategia di svolta di rilancio della società canadese, affermando come:

La cosa buona è che abbiamo uno dei portafogli più giovani di brevetti di tutto il settore, e il modo di monetizzarli è un aspetto importante per il nostro piano di svolta e di rilancio dell’azienda.

In questa strategia di rilancio il CEO non intende assolutamente cedere o vendere la divisione hardware, bensì ha ribadito di come la produzione di smartphone rientra a pieno titolo nei suoi programmi, perchè:

…è’ la prima linea di difesa per la crittografia ed è’ molto difficile per BlackBerry fornire ai clienti una tale sicurezza se non dispone di un proprio smartphone. I cellulari sono una parte emozionale della nostra vita. Si dorme addirittura con il nostro cellulare e quando sono in viaggio dormo più con il mio cellulare che con mia moglie. Attualmente, il nostro unico orgoglio è che abbiamo salvato l’azienda per andare ancora oltre. Questo è il nostro unico successo a questo punto.

Nessun accenno invece è stato fatto ad una probabile adozione del sistema operativo Android su prossimo smartphone BlackBerry Slider.

Un’intervista che sostanzialmente non dice nulla di nuovo ma ribadisce più e più volte la strada intrapresa quasi due anni fa per il risanamento economico del brand canadese.

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