Dopo il cyberattacco a Sony i dipendenti tornano ad utilizzare BlackBerry

L’attacco informatico alla Sony Pictures Entertainment, iniziato nei primi giorni di dicembre, è stato riconosciuto come il cyberattacco più devastante mai sferrato contro un’azienda su suolo americano. Il cyberattacco ha completamente paralizzato i sistemi informatici della Sony Pictures. I dipendenti sono rimasti bloccati e sono tornati a lavorare con carta e penna, addirittura rimettendo in funzione un dimenticato fax e sono stati riattivati un pugno di vecchi BlackBerry giacenti in un deposito del seminterrato di Thalberg sede californiana del colosso giapponese.

Dopo l'attacco Hacker a Sony i dipendenti tornano ad utilizzare BlackBerry

L’incidente è cominciato con l’apparizione di una foto di un teschio sugli schermi dei computer degli utenti aziendali. L’immagine era accompagnata da un messaggio che informava che la Sony Pictures era vittima di un attacco cracker da parte di #GOP, sigla che si ritiene indichi il gruppo “Guardians of Peace”; il messaggio includeva la minaccia di rivelare dati privati se non fossero state soddisfatte le richieste del gruppo. Poi i computer sono andati fuori uso. I #GOP sarebbero infatti riusciti a rubare anche una mole ingente di dati sensibili della compagnia tra gli 11 Terabyte scaricati.

Sony ha dovuto trovare quindi nuovi modi di comunicare per mantenere attiva la sua organizzazione mentre i cracker avevano il controllo dei loro server. Tutto questo è stato possibile grazie agli smartphone BlackBerry.

Con i computer e telefoni fissi non funzionanti durante la settimana del Ringraziamento, 6.000 dipendenti dello studio Sony Corp. sono stati costretti a improvvisare, con cellulari, account Gmail e taccuini. Il reparto delle retribuzioni ha scovato ed usato una vecchia macchina per tagliare manualmente i cedolini delle buste paga. Sono stati riattivati un pugno di vecchi BlackBerry giacenti in un deposito del seminterrato di Thalberg sede californiana del colosso giapponese.

Questo episodio è solo l’ultimo di una lunga serie in cui BlackBerry viene usato in situazioni estreme. E’ lo stesso Wall Street Journal a ricordare come BlackBerry abbia permesso di comunicare tramite email durante gli attacchi terroristi dell’ 11 settembre, quando i servizi di comunicazione erano completamente fuori gioco.

Ovviamente l’utilizzo dei sistemi BlackBerry da parte di Sony non avrebbe garantito che l’attacco cracker sarebbe andato fallito, ma almeno avrebbe permesso all’azienda di continuare a lavorare, senza subire un arresto e di rispolverare vecchi metodi per continuare il proprio operato. Questa è la dimostrazione di come BlackBerry possa mantenere attiva un’azienda, o almeno in parte, durante un attacco cracker o in situazioni di emergenza.

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